Come fatturare con il regime dei minimi

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Introduzione

L'articolo 1 commi 54-59 della Legge di Stabilità ha introdotto un nuovo regime contabile applicabile ai lavoratori autonomi con partita Iva. Sebbene non sia obbligatorio e si possa scegliere il regime semplificato o quello ordinario, è bene conoscere come fatturare con il regime dei minimi perché può essere molto conveniente se si posseggono i requisiti necessari. Innanzitutto vi sono due tipi di regime dei minimi: forfettario ed ex minimi. I limiti di accesso per il regime forfettario dipendono dall'attività lavorativa esercitata e vanno da un minimo di 15mila a un massimo di 40mila euro di fatturato annuo. Coloro che possono beneficiare del regime forfettario dei minimi non devono avere percepito contributi per lavoro dipendente superiori a 5mila euro lordi nell'ultimo anno lavorativo.

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Occorrente

  • Reddito inferiore a una certa somma
  • Non avere dipendenti
  • Età inferiore ai 35 anni (ex minimi)
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Un altro requisito indispensabile per poter beneficiare del regime della fatturazione dei minimi è il costo dei beni strumentali di esercizio, che non deve superare i 20mila euro. Il reddito determinato alla chiusura dell'esercizio viene calcolato in base a una percentuale variabile dal 40% al 78% a seconda dell'attività svolta ed è soggetto alla ritenuta IRPEF del 15%. Al regime dei minimi possono accedere anche coloro che prima non potevano farlo ed erano assoggettati ad altri tipi di fiscalità, come quelli riservati alle nuove iniziative imprenditoriali. Il regime di tassazione prevede il calcolo dei contributi sul reddito forfettario e beneficia di numerose semplificazioni; ad esempio non è obbligatorio tenere i libri contabili né registrare i documenti fiscali. Il regime forfettario consente di essere esonerati dall'obbligo della dichiarazione annuale e non è soggetto agli studi di settore né a ritenuta d'acconto. Gli unici documenti che vanno conservati da chi fattura con il regime forfettario dei minimi sono quelli relativi alle fatture di certificazione dei corrispettivi.

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Il regime dei contribuenti minimi è stato inizialmente introdotto nel 2007 e in seguito ha subito numerose modifiche. È entrato in vigore per la prima volta nel 2012 ed è stato subito adottato dai lavoratori autonomi che hanno lavorato anche dal 2007 al 2012. Questo regime è stato di fatto abrogato nel 2015, ma può essere ancora utilizzato da chi è in possesso dei requisiti e da coloro che lo hanno adottato nel 2014. Il regime si può usare per 5 anni o fino al limite anagrafico di 35 anni di età. Chi può beneficiarne non deve avere lavorato nei tre anni precedenti all'inizio dell'attività neanche in aziende di famiglia e il tipo di esercizio non può costituire una persecuzione di eventuali lavori autonomi o dipendenti svolti in precedenza. Per rientrare nel regime fiscale dei contribuenti minimi il reddito non deve essere superiore a 30mila euro annui e cessa automaticamente dopo 5 anni e comunque al raggiungimento dei 35 anni di età del contribuente.

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Il regime permette di non aver nessun obbligo contabile, non tenere le scritture contabili ed essere esclusi dai versamenti dell'Iva periodici e annuali. Non si paga l'IRAP e non è neanche prevista l'applicazione degli studi di settore. Al regime dei minimi si applica un'imposta sostitutiva sui redditi nella misura del 5%. Sono esclusi da questo tipo di regime fiscale coloro che partecipano a società di persone, si occupano di vendita di auto nuove, terreni o fabbricati, oppure si avvalgono di regimi speciali di IVA come quelli riservati alla pesca e all'editoria. È necessario essere residenti in Italia e non aver percepito ricavi superiori ai 30mila euro nell'anno precedente e non avere dipendenti o collaboratori. Nella fattura bisogna inserire la dichiarazione di essere in possesso dei requisiti necessari per beneficiare del regime fiscale dei minimi ai sensi di legge e di assoggettare i ricavi dell'attività all'imposta sostitutiva del 5% prevista dall'articolo 27 del decreto legislativo n. 1 del 98/2001. Inoltre è necessaria un'imposta di bollo da 2 euro per importi maggiori di 77,47 euro.

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