Come diventare orientatore del lavoro

tramite: O2O
Difficoltà: facile
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Introduzione

Tutti cercano lavoro, anche se non è quello che vorrebbero fare nella propria vita, e tutti devono pagare le bollette per poter andare avanti. Il mondo è pieno di offerte di lavoro che non si possono rifiutare o che possono soddisfare appieno le esigenze di ognuno di noi. Esistono degli uffici appositi predisposti alla ricerca di lavori, adatti ad ogni esigenza e ad ogni manzione, e le figure addette alla ricerca sono chiamati orientatori del lavoro.
L'orientatore del lavoro è quella figura professionale che aiuta le persone a costruire percorsi in ambito formativo e lavorativo, allo scopo di favorirne attitudini, passioni e potenzialitá. Potremmo definirlo da un lato come un “facilitatore”, che promuove l'incontro fra domanda e offerta sul mercato del lavoro attraverso apposite banche dati e dall’altro come un “tutor”, che consente a studenti e lavoratori di scegliere consapevolmente il proprio futuro professionale. Vediamo allora come diventare orientatore del lavoro, attraverso pochi e semplici passaggi daremo utili consigli in merito. Mettiamoci quindi al lavoro.

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In Italia la professione del consulente di orientamento, da un punto di vista giuridico, non è riconosciuta. Una specifica certificazione delle competenze necessarie è in corso di elaborazione, ma a tutt’oggi non è ancora stata definita. Non ci sono quindi appositi albi e non sono stabiliti né percorsi formativi specifici, né titoli di studio o requisiti minimi; pertanto chiunque può diventare orientatore del lavoro.

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Ció premesso analizziamo un pó piú da vicino di cosa si tratta. L’orientatore offre un supporto professionale tanto ai giovani, orientandone il percorso di studi ed indirizzandoli sulla giusta via nell’iter di ricerca di un’occupazione, quanto ai lavoratori che intendono riavvicinarsi al mondo del lavoro, cambiare attivitá o semplicemente perfezionarsi. Funge in pratica da “trait d’union” fra il mercato del lavoro ed i singoli, coadiuvando entrambe nella ricerca e valutazione delle alternative disponibili.

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I settori professionali in cui l’orientatore può svolgere la propria attività sono numerosi, sia nell’ambito del settore pubblico (scuole, centri di formazione professionale, centri per l’impiego) che del privato (agenzie del lavoro, studi di consulenza, associazioni imprenditoriali). Le capacità e conoscenze richieste al consulente di orientamento sono molteplici. Da un punto di vista pedagogico e psicologico fra le caratteristiche indispensabili dobbiamo citare: flessibilitá, sensibilitá, capacitá di entrare in contatto, ascoltare e capire le persone. L’orientatore deve infatti essere in grado di condurre dei colloqui, nel corso dei quali deve analizzare la persona per coglierne potenzialitá e capacitá. Quindi deve valutarne con obiettivitá le competenze, le attitudini e le aspirazioni, per poi e relazionarle con l’andamento del mondo del lavoro e confrontarne l’adeguatezza con le necessitá concrete delle aziende. Il suo fine consiste nell’individuare ed elaborare un progetto formativo o un percorso professionale adeguato a ciascun individuo, che nel contempo soddisfi i profili lavorativi necessari alle aziende.

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Da un punto di vista tecnico l’orientatore deve possedere conoscenze nel settore risorse umane, una solida padronanza delle dinamiche del mercato del lavoro ed essere perennemente aggiornato in merito ai suoi sviluppi. Necessita di un know-how approfondito delle tecniche di comunicazione e di competenze in materia di diritto del lavoro. La laurea specialistica non è indispensabile: in taluni casi un valido percorso lavorativo con approfondita esperienza sul campo potrebbe essere un requisito sufficiente per accedere a questa professione. Comunque una formazione universitaria con orientamento umanistico o socio-psicologico è certamente utile, cosí come puó essere d’aiuto seguire una specifica formazione post-laurea con corsi di perfezionamento o master (solitamente organizzati da scuole private, ma anche da enti pubblici locali).

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Trattandosi di materia in via di definizione non esistono ancora dei corsi specifici validi per tutte le facoltà, pertanto non vi resta che verificare presso le segreterie delle università, visitare il sito del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca o rivolgervi direttamente alle associazioni di categoria presenti sul territorio nazionale. Fra queste ultime annoveriamo: Asnor (Associazione Nazionale Orientatori), Assipro (Associazione Italiana Professionisti dell’Orientamento) e Cofir (Consulenti Orientatori Formatori in Rete).
Tra le varie figure professionali che si possono incontrare, certamente quella dell'orientatore del lavoro è una di quelle più stimolanti e soddisfacienti. Infatti non c'è nulla di meglio che aiutare chi ha bisogno di lavorare a trovare un'occupazione, dirigendolo verso qualche professione che incontri le sue esigente ed aspettative. Diventare orientatore del lavoro non è difficile, e se non si sa come muoversi, allora i consigli di questa guida potranno rivelarsi molto utili. Se avete ancora qualche dubbio, allora un po' di ricerche su internet o parlare con chi già pratica questo mestiere potrà esservi molto utile. Non mi resta che augurarvi buona fortuna.
Alla prossima.

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