Come contestare una bolletta

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Difficoltà: media
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Introduzione

Contestare una bolletta è una cosa alquanto semplice anche se occorre dedicarvisi un po di tempo, questo perché purtroppo in Italia nulla è semplice e tutto appare troppo complicato. Se si è ricevuto un importo da pagare troppo alto niente paura però, perché è possibile contestarlo e in questa breve guida vedremo come. Vediamo quindi come contestare una bolletta per un qualsiasi motivo. Attenzione però! Per contestare una bolletta occorre necessariamente essere in regola con i pagamenti precedenti e occorre verificare che non si tratti di un conguaglio.

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Contattare il servizio clienti

All’atto della ricezione della bolletta, se ad esempio l’importo ci sembra piuttosto elevato e non corrispondente ai consumi da noi stimati, bisogna rivolgersi al servizio clienti per inoltrare la contestazione, ed eventualmente richiedere il rimborso nel caso il pagamento fosse già avvenuto tramite addebito bancario. Le bollette di luce e gas, spesso sono soggette a errori, per cui in base a delle regole ben precise stabilite dall'Autorità competente a tutela dei consumatori, è possibile contestarle ed eventualmente ottenerne il rimborso. Occorre quindi armarsi di santa pazienza e attendere qualche minuto (se si è fortunati) al telefono con il numero verde, dove si aprirà la contestazione o verrà spiegato l'iter da seguire per la contestazione. Questo iter cambia da fornitura a fornitura e da gestore a gestore.

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Come inoltrare la contestazione

La prima cosa da fare per inoltrare la contestazione è scaricare dal sito dell’ente erogatore il modulo per il reclamo, che poi deve essere compilato e rispedito a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno, allegando la fotocopia della bolletta ritenuta sbagliata, la precedente in cui si attesta che i pagamenti risultano regolari e quindi non vi erano debiti pregressi, e la fotocopia di un documento di riconoscimento. Questo a prescindere dal punto 1, ovvero da quello che vi dicono al servizio clienti, perché in linea di massima una contestazione scritta inviata tramite raccomandata, o pec, non può non essere presa in considerazione.

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Verificare il silenzio assenso dopo l'invio

Se la risposta non viene fornita entro 40 giorni ci si può rivolgere alla suddetta Autorità che tutela i consumatori per essere indirizzati sul da farsi. Se tuttavia l’errore viene riconosciuto ed anche prima dei 40 giorni, l’importo in eccesso ci deve essere rimborsato entro e non oltre i 90 giorni, previo interessi di mora che si raddoppiano con la stessa sequenza, partendo da un minimo di 20 euro.

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