Come Contabilizzare Gli Acquisti In Moneta Estera

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Spesso potrà capitare di doversi rivolgere a fornitori che operano in paesi esteri, per una società, e che non usano come per noi, la moneta dell'Euro. Chiaramente questo potrà comportare certi svantaggi: si dovranno considerare i tempi d'attesa abbastanza lunghi per la ricezione dei prodotti scelti (mediamente circa 10 giorni dal giorno dell'ordine fatto). Si potrà incorrere, inoltre, nel rischio di dover pagare l'IVA ed anche i dazi doganali, quando la merce verrà consegnata, trattasi del 24,5% in fattura, sul valore esposto. Altro svantaggio a cui si dovrà pensare, sarà la difficoltà della restituzione dello stesso se per caso risultasse difettoso. In tale tutorial breve, cercheremo di illustrarvi come contabilizzare gli acquisti in moneta estera. Buona lettura!

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Nella contabilizzazione degli acquisti che si sono fatti all'estero, bisognerà considerare gli aspetti che seguiranno, cioè: l'eventualità che il regolamento dell'operazione possa avvenire in una moneta diversa da quella di conto. Il trattamento dell'IVA che cambia in base all'operazione, potrà avvenire all'esterno oppure all'interno dell'Unione Europea (UE). Per quanto concerne il punto primo, se il pagamento avverrà in una moneta diversa, bisognerà procedere convertendo l'operazione. Secondo l'OIC 26 comunica che "Operazioni e partite in moneta estera", par. 4.1, la conversione di una transazione finanziaria o commerciale è effettuata al cambio in vigore alla data dell'operazione. Secondo l'OIC 26, par. 4.2, gli eventuali utili oppure perdite di conversione degli elementi passivi oppure attivi, dovranno essere rilevati nella "voce 17 bis - Utili e Perdite su cambi". Essi, non si dovranno considerare a rettifica dei ricavi e dei costi originari, però proventi e oneri rientranti nella gestione finanziaria dell'impresa, in modo da esprimere i cambiamenti nel tempo della valuta che avrete scelto precedentemente nella negoziazione.

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In riferimento al punto secondo, cioè ai fini del trattamento IVA, bisognerà distinguere le operazioni in base che siano "intracomunitarie", ovvero "extracomunitarie". Per gli acquisti intracomunitari vale la regola che l'imposta viene assolta nel Paese di destinazione. Nel caso in esame, quindi, sarà l'operatore italiano che farà gli acquisti rilevando l'IVA e pagando l'imposta. A tal scopo, le fatture dovranno essere integrate in modo opportuno e segnate, sia nel registro delle vendite, sia in quello degli acquisti. Per gli acquisti extracomunitari, la riscossione dell'IVA avverrà al momento dell'importazione della merce da parte dell'Amministrazione doganale. Lo spedizioniere anticipa l'IVA, poi chiederà il rimborso successivamente. Per chiarimenti ulteriori, e per le scritture contabili, dovrete verificare gli eventi come da voce: "Acquisti effettuati su mercati esteri comunitari" e nella voce "Acquisti effettuati su mercati esteri extracomunitari" .

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Dall'anno 2011, sono state fatte delle regole nuove per la fatturazione ai clienti esteri. Praticamente se l'impresa italiana chiamata A emette una fattura all'impresa estera chiamata B, non è l'impresa A che deve inserire l'IVA in fattura, ma sarà B che dovrà accettare la fattura da A, senza l'imposta dell'IVA, poi integrerà la fattura con l’IVA versandola nel suo Paese. L’inversione contabile perciò, comporta lo spostamento degli obblighi fiscali a carico alla società estera chiamata B, e non alla società A come solitamente succede. Tale procedura è stata imposta in modo da evitare le frodi IVA, durante le cessioni all’estero.

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Ora vi faremo un esempio di fattura estera, cioè intracomunitaria, perciò senza IVA.
Dovrete indicare il nome del professionista oppure dell'impresa, l'indirizzo con numero civico, CAP (codice avviamento postale), città e provincia. Poi ancora serviranno numero di partita IVA e codice fiscale. Dovrete indicare il numero del Registro Imprese della città relativa, numero di telefono e fax. Infine, dovrete quindi indicare il nome del cliente, con indirizzo e numero civico, CAP (codice di avviamento postale), città e provincia. Anche in questo caso andrà indicata la partita IVA e numero del codice fiscale.
A questo punto, andrete ad indicare che si tratta di una fattura, con numero corrispondente e data della fattura. Nel corpo della pagina andrete ad indicare la descrizione degli oggetti/o venduto, oppure prestazione di servizio, l'importo, l'importo previdenziale 4% (se siete liberi professionisti), ed infine l'importo totale. Potrete indicare delle note, ad esempio scrivendo "Fattura non soggetta IVA ex art.7, comma 4, DPR 633/1972". Molto importante anche indicare la forma di pagamento, l'intestazione del pagamento da effettuare, cioè: codice IBAN, con codice Bic Swift.

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