Come chiedere la malattia professionale

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Difficoltà: media
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Introduzione

La denominazione di "malattia professionale" si riferisce a patologie che si possono contrarre durante lo svolgimento di un'attività lavorativa. La malattia professionale si differisce dall'infortunio per un motivo essenziale. L'infortunio è un evento traumatico, ma fortuito, che avviene mentre si svolgono le mansioni lavorative. La malattia professionale è invece da imputare all'esposizione, da parte del lavoratore, a fattori di rischio presenti in ambito lavorativo. Essa si sviluppa pertanto nel corso del tempo. Per certificare la malattia professionale, occorrono degli esami specifici. Successivamente l'INAIL ne appurerà la veridicità. Nel caso in cui l'Istituto riconosca lo stato di malattia professionale, effettuerà delle prestazioni a copertura della malattia ed a tutela del lavoratore. Vediamo insieme come procedere per chiedere la malattia professionale.

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Occorrente

  • Certificati medici che attestino la presenza di una malattia ed il suo nesso con l'ambiente di lavoro.
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Per definirsi malattia professionale, occorre individuare il nesso fra la patologia e l'ambiente di lavoro. Solitamente i più rischiosi di questi fattori sono quelli fisici, chimici o biologici. Possono essere esempi di malattie professionali le sordità da rumori. Oppure i tumori prodotti da sostanze cancerogene, coloranti e vernici. Al fine dell'acquisizione di un indennizzo da parte dell'INAIL, come da norme di legge, è necessaria una certificazione medica. La malattia professionale, o "tecnopatia", si considera con due diverse tabelle: una per il settore dell'industria ed una per il settore agricolo. Esistono tuttavia altri casi che esulano dalle tabelle, ma che si riconoscono ugualmente come malattie professionali. Si tratta di un tipo di sistema misto, nel quale occorre semplicemente e soltanto la certificazione medica. Si considera infatti solo la presunzione del nesso tra la patologia e il lavoro che si stava svolgendo. Per eventuali malattie professionali extra tabellari con prove insufficienti del legame lavoro-patologia, bisognerà dimostrarne l'effettiva esistenza.

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Per il riconoscimento della malattia professionale (asbestosi, antracosi, avvelenamento da radiazione, silicosi, sindrome del tunnel carpale), entro 15 giorni dai primi sintomi bisogna presentare il certificato medico al datore di lavoro. La certificazione dovrà contenere l'indicazione dell’origine professionale della malattia. Da parte sua, il datore di lavoro, che non può sindacare il giudizio del medico, entro 5 giorni dalla ricezione del certificato medico, deve per obbligo denunciare all’INAIL la patologia. Quindi, l’INAIL chiama a visita il lavoratore per verificare tutti i dati denunciati ed il tipo di imputazione alle tabelle di riferimento. Chiederà anche al datore di lavoro la copia del documento aziendale di valutazione rischi. In alcuni casi, l’INAIL può pure richiedere a sue spese ulteriori accertamenti sanitari per realizzare un’indagine ispettiva esaustiva. In caso di accoglimento della domanda, l'INAIL erogherà delle prestazioni economiche al lavoratore.

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È fondamentale informarsi presso un sindacato su tutti i diritti che un lavoratore possiede. Così come è importante conoscere i doveri del lavoratore, nonché i metodi affinché il datore di lavoro tuteli la propria salute e quella di tutti i lavoratori dell’azienda. Infatti è sempre importante ricordare che la salute e la sicurezza sul lavoro sono un diritto fondamentale. E che, nel caso si verifichi una malattia professionale, bisogna rispettare la legge che prevede la tutela assicurativa obbligatoria a favore del dipendente ammalato. http://www.dirittierisposte.it/Schede/Lavoro-e-pensione/Malattia-e-sicurezza-sul-lavoro/malattia_professionale_id1110137_art.aspx.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • Rivolgersi ad un sindacato o ad un patronato per avere consigli o istruire la pratica.

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