Come chiedere l'aspettativa per raggiungere il coniuge all'estero

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Al giorno d'oggi, in qualsiasi contratto di lavoro, è prevista l'aspettativa per necessità familiari o personali; essa, però, non prevede la retribuzione, ed il periodo può essere più o meno lungo, a seconda, comunque, di quanto tempo necessiti il dipendente. Hanno diritto all'aspettativa i dipendenti pubblici e privati che hanno un contratto a tempo indeterminato; questo periodo, però non è valido per il calcolo dell'anzianità di servizio. Proprio per tale ragione, nella presente guida, vi fornirò tutte le informazioni necessarie su come chiedere l'aspettativa per raggiungere il coniuge all'estero. Vediamo quindi come procedere.

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Occorrente

  • Stato di famiglia
  • Certificazione o autocertificazione
  • Documentazione e pratiche al riguardo
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Innanzitutto, la prima indicazione da conoscere è quella che, adesso, si può chiedere l'aspettativa per il ricongiungimento con il coniuge all'estero, anche se uno di essi non è dipendente statale. Questa prerogativa è valida se il datore di lavoro non riesce a collocarlo nella stessa località dove si trova il coniuge, o qualora, non sussistano i presupposti per un trasferimento all'estero. Questo tipo di aspettativa, spetta di diritto e può durare tutto il periodo di servizio all'estero dell'altro coniuge e può essere revocato in qualsiasi momento per ragioni di servizio, previo avviso di almeno 15 giorni.

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Se l'aspettativa si protrae per più di un anno, il datore di lavoro può utilizzare il posto ai fini dell'assunzione; in tal caso il dipendente occupa un posto in soprannumero. Per ciò che concerne la documentazione, bisogna tener presente se il coniuge che lavora all'estero è un dipendente pubblico o se il suo datore di lavoro è un privato. Generalmente se il coniuge è un dipendente pubblico può bastare una semplice autocertificazione. Se, invece, il coniuge è alle dipendenze di un soggetto privato c'è bisogno di produrre una documentazione che attesti l'attività che si svolge.

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Successivamente, nella richiesta che si fa devono essere specificati: nome, cognome, indirizzo, tipo di lavoro che si svolge, il periodo di permanenza all'estero, il proprio numero di telefono. Si deve specificare la legge che prevede la collocazione in aspettativa; se entrambi i coniugi sono dipendenti statali lo prevede la legge del 11/2/1980. Alla domanda devono essere allegati i seguenti documenti: uno stato di famiglia, una certificazione o una autocertificazione attestante che il coniuge presta servizio all'estero, un'autocertificazione che attesta l'effettiva permanenza dell'altro coniuge all'estero.

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Consigli

Non dimenticare mai:
  • In caso di dubbi o difficoltà, rivolgetevi a del personale qualificato.
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