Come calcolare il TFR

di Edvige Sanna tramite: O2O difficoltà: difficile

Il trattamento di fine rapporto (TFR) rappresenta un elemento della retribuzione il cui pagamento viene differito a un momento successivo rispetto a quando viene svolta la prestazione lavorativa. Questo consiste nella somma di accantonamenti annui di una quota di retribuzione rivalutata periodicamente. A differenza dello stipendio, che viene sempre corrisposto al termine del periodo di paga, il TFR matura progressivamente durante tutto quello che è il rapporto di lavoro, e viene pagato al lavoratore in qualsiasi caso di cessazione del rapporto di lavoro subordinato. In particolare, il TFR spetta nelle situazioni di: dimissioni, licenziamento, lavoro part-time, lavoro a tempo determinato, cessazione per mancato superamento del periodo di prova. La legge, inoltre, prevede anche alcune ipotesi tassative (come spese mediche, acquisto prima casa, cassa integrazione straordinaria), nelle quali parte del TFR accantonato può essere anticipato, solamente per una volta, durante il corso del rapporto di lavoro. Infine, il TFR non è assoggettato a contributi previdenziali, però è importante sapere che è tassabile. A tale proposito, nei passi successivi della presente guida ci occuperemo di vedere nel dettaglio come si deve procedere per poter andare a calcolare il TFR netto, ovvero quello che dovrà esserci versato nel caso in cui si verifichi una cessazione del rapporto di lavoro.

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1 Innanzitutto, è importante sapere che nella retribuzione annua utile al calcolo del TFR devono essere computate tutte quelle che sono le somme corrisposte in dipendenza del rapporto di lavoro a titolo non occasionale (art. 2120 C. C.), compreso l'equivalente delle prestazioni in natura (come per esempio Fringe benefits, auto aziendali, cellulari, computer portatili, polizze assicurative). Invece, sono sempre esclusi dalla retribuzione da accantonare ai fini del TFR i compensi contraddistinti dall'occasionalità oppure dalla mera liberalità del datore di lavoro quali, per esempio, i premi aziendali corrisposti in particolari occasioni, i rimborsi spese, gli straordinari non continuativi, le indennità di trasferta. Qualora l'assunzione o la cessazione del rapporto di lavoro avvenisse durante il corso dell'anno, il criterio per la determinazione della base imponibile è il seguente: bisogna computare come mese solamente la frazione di mese pari o superiore a 15 giorni. I periodi lavorati inferiori a 15 giorni, invece, andranno sempre persi.

2 L'ammontare del TFR spettante al lavoratore è pari alla somma, per ciascun anno di servizio, della retribuzione annua utile al TFR divisa per 13,5, meno una trattenuta dell 0,50% calcolata sulla retribuzione utile ai fini contributivi. Facciamo un esempio per capire meglio: prendiamo in considerazione un dipendente del settore commercio assunto dopo il 1° gennaio 2002. Calcoliamo ora quella che è la quota di TFR che egli matura dopo un anno di lavoro al 31-12-2002, sulla base dei seguenti dati: retribuzione utile 2002 = 14.460.74 euro, imponibile contributivo = 2002 = 15493,71 euro. Calcoliamo prima la trattenuta (arrotondando gli importi): 15.493,71 x (0,50/100) = 77,47 euro, e successivamente la quota di TFR maturata (14,460,74/13,5) - 77,47 = 993,70 euro.

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3 La quota di TFR che viene determinata in questo modo deve essere accantonata e rivalutata al 31 dicembre di ogni anno.  Il tasso di rivalutazione è costituito sempre dai seguenti coefficienti: 1,5% fisso, 75% dell'aumento dei prezzi al consumo (ISTAT).  Approfondimento I vantaggi fiscali della previdenza complementare (clicca qui) Nel caso del nostro esempio, possiamo determinare l'importo della rivalutazione della quota di TFR maturata al 31-12-2002 sulla base dei seguenti dati: aumento dell'indice dei prezzi al consumo ISTAT = 3%, quota di TFR maturata al 31-12-2002 = 993,70 euro.  Calcoliamo dunque le due componenti del tassi di rivalutazione: 993,70 x (1,5/100) = 14,91 euro, 993,70 x [(3 x 0,75) / 100] = 22,36 euro.  La prima componente è stata ottenuta applicando l'1,5% alla quota di TFR maturata al 31-12-2002.  La seconda, invece, non è altro che il risultato del 75% dell'indice dei prezzi al consumo ISTAT (= 3 x 0,75) applicato come tassi [ = (3 x 0,75) / 100].  La rivalutazione ammonterà quindi a: 14,91 + 22,36 = 37,27 euro.

4 A questo punto abbiamo trovato il TFR lordo spettante al "nostro" dipendente al 31-12-2002: 993,70 + 37,27 = 1030,97. Il TFR è annoverato tra i redditi soggetti a tassazione separata, ovvero rientra tra quei redditi che, in quanto maturati in un arco temporale piuttosto lungo e percepiti in un unico periodo d'imposta, sono stati sottratti dal legislatore dalla tassazione ordinaria, e sono pertanto assoggettati ad un'aliquota ridotta. Per determinare il regime fiscale del TFR occorre distinguere tra quello che è il TFR maturato fino al 31-12-2000, e il TFR maturato dal 1° gennaio 2001. Inoltre, per quanto concerle le indennità il cui diritto sorge dal 1° aprile 2008, la detrazione d'imposta è di 70 euro per i redditi inferiori a 7.500 euro, mentre se il reddito è compreso tra 7.500 e 28.00 è pari al risultato della seguente formula: 50 + [20 x (28.000 - reddito di riferimento) : 20.500], se invece il reddito è compreso tra 28.000 e 30.0000 euro la formula da applicare è la seguente: 50 x [(30.000 - reddito di riferimento) : 2000]. Se il reddito supera i 30.000 euro, invece, non spetterà alcuna detrazione.

5 Relativamente alle quote di TFR maturate fino al 31-12-2000, l'Amministrazione finanziaria permette al contribuente di poter ridurre l'imponibile fiscale del TFR di 309,87 euro per ogni anno in cui lo stesso è stato maturato. Quindi, per esempio se prendiamo in considerazione un TFR di 18.000 euro, maturato in 6 anni (dal 1-1-1995 al 31-12-2000), la deduzione spettante sarà pari a 309,87 x 6 = 1859.22 euro. L'imponibile fiscale sarà dunque 18.000 - 1.859,22 = 16.140,78 euro. Una volta che è stato stabilito l'imponibile fiscale, occorre andare a determinare l'aliquota media che dovrà essere applicata per poter ottenere l'imposta dovuta. Tale importo viene quantificato in questo modo: (TFR x 12) / (numero di anni di maturazione del TFR), oppure (TFR x 12 x 12) / (numero di mesi di maturazione del TFR). Nel caso del nostro esempio sara pari a: (18.000 x 12) / 6 = 36.000. Una volta che abbiamo calcolato l'imponibile annuo di riferimento, sarà possibile andare a calcolare l'imposta IRPEF utilizzando gli scaglioni e le relative aliquote del 2000. Nel nostro esempio l'imponibile annuo di riferimento è 36.000, quindi la relativa IRPEF sarà calcolata a scaglioni: 15.000 x (23/100) = 3.450 euro, 28.000 - 15.000 = 13.000 x (27/100) = 3.510 euro, 36.000 - 28.000 = 8000 x (38/100) = 3.040 euro, vale a dire 3.450 + 3.510 + 3.040 = 10.000 euro. A questo punto possiamo andare a calcolare quella che è l'aliquota media secondo la formula seguente: (10.000 x 100) / 36.000 = 27,78%. Applicando quindi l'aliquota media troviamo l'imposta sul TFR: 16.140,78 x (27,78/100) = 4.483,91 euro.

6 Relativamente alle quote maturate dal 1° gennaio 2001, l'Amministrazione finanziaria non concede più al contribuente di poter ridurre l'imponibile fiscale TFR di 309,87 euro per ogni anno in cui lo stesso è stato maturato. In questo caso viene applicata, oltre alla tassazione IRPEF sull'imponibile annuo di riferimento, un'imposta sostitutiva dell'11 %, che deve essere calcolata solo sulla rivalutazione, e verrà versata attraverso un meccanismo di saldo e acconto. Aggiungiamo ora ulteriori 3 anni di lavoro al nostro esempio precedente, andando a ipotizzare una cessazione del rapporto al 31-12-2003, e ipotizzando anche che in questi 3 anni siano stati maturati 9.000 euro di TFR. Il nostro TFR complessivo ammonterà pertanto a 27.000 (18.000 + 9.000). In questo caso, l'imposta sui primi 18.000 è già stata calcolata nel passo precedente (4.483,91 euro), mentre per quanto riguarda i successivi 9.000 euro, invece, dobbiamo andare ad applicare la seguente procedura: [(9.000 - 90) x 12] / 3 = 35.640 euro (imponibile annuo di riferimento). A questo punto dobbiamo applicare gli scaglioni IRPEF del 2003: 15.000 x (23/100) = 3.450 euro, 28.000 - 15.000 = 13.000 x (27/100) = 3.510 euro, 35.640 - 28.000 = 7.640 x (38/100) = 2.903 euro, sommiamo: 3.450+3.510+2.903 = 9.8863. Ora è possibile dunque trovare l'aliquota media di riferimento: (9.863 x 100) / 35.640 = 27,67%. Applichiamo dunque l'aliquota media: (9.000 - 90) x (27,67/100) = 2.465,40 euro, ed ecco la nostra imposta sui 9000 euro maturati tra 2001 e il 2003. Nel caso in cui si abbia un rapporto a tempo determinato che non è superiore a 2 anni, ed è stato maturato tra l' 1-1-2001 e il 31-12- 2005, all'imponibile annuo di riferimento deve essere detratta anche una somma di 61,97 per ogni anno di maturazione. Per concludere, possiamo dire che il calcolo del tfr è sicuramente un'operazione piuttosto complessa, pertanto è consigliabile rivolgersi sempre a un commercialista o a un consulente del lavoro, in maniera tale da non incorrere in eventuali errori che potrebbero allungare notevolmente quelli che sono i tempi necessari per portare a termine l'intera procedura. Ad ogni modo, attraverso i calcoli che abbiamo visto, potrete farvi un'idea abbastanza veritiera di quello che sarà il vostro tfr.

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