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Come aprire la partita IVA agevolata

di Giuseppina Ricci difficoltà: media

Come aprire la partita IVA agevolataLeggi In tempo di crisi aprire un'attività in proprio può sembrare azzardato, ma se si possiedono capacità imprenditoriali e una buona idea su cui investire, potrebbe essere una soluzione soddisfacente per far fronte alla disoccupazione. Molte società, sia con piccoli che con grandi volumi di affari, necessitano di collaboratori esterni, ben più economici di un impiegato a tempo pieno, per svolgere mansioni per un periodo circoscritto: la realizzazione di un sito internet, una consulenza informatica, modificare l'arredamento dell'ufficio, organizzare un evento.

1 Gestire un'attività in proprio permette inoltre di organizzare i propri impegni, e dedicare più tempo a se stessi e alla famiglia, soprattutto se si tratta di una piccola impresa. E sono proprio le piccole imprese e più precisamente le persone fisiche, a poter aprire la Partita IVA, traendo i maggiori benefici dai cosiddetti regimi speciali. Meno investimenti economici in costi che vanno dal commercialista, ai versamenti iva, inps, inail, irap e ai diversi adempimenti, più o meno obbligatori, a seconda del tipo di agevolazione fiscale che si riesce ad ottenere.

2 La contabilità semplificata: possono accedere al regime di contabilità semplificata le persone fisiche, e le società di persone, che abbiano conseguito, negli anni precedenti, un ammontare di ricavi non superiore a euro 700.000. Ad eccezione delle imprese la cui attività prevede la prestazione di servizi il cui limite massimo è fissato a euro 400.000. Il reddito è dato dalla differenza tra ricavi e costi.

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3 Questo tipo di contabilità entra in vigore al momento dell'accertamento dei requisiti, per la durata di un esercizio commerciale e viene rivalutata di anno in anno. 
Agevolazioni previste in contabilità semplificata:
- la liquidazione periodica dell'IVA con cadenza trimestrale anziché mensile;
- l'esonero dalla tenuta e quindi redazione dei registri contabili obbligatori, ad eccezione del registro dei beni ammortizzati, dei registri IVA acquisti e vendite e del registro dei corrispettivi .. 

4 Regime dei minimi e superminimi: attualmente il Regime dei cosiddetti superminimi, va in qualche modo a sostituire il vecchio regime dei minimi, attuale ex minimi, il quale resta in vigore, seppur con qualche agevolazione in meno: ad esempio il vecchio regime dei minimi sarà d'ora in poi soggetto anche esso agli studi di settore.
Il regime dei superminimi è, al momento, il tipo di partita IVA più vantaggiosa: a partire dal 2012 possono accedere a tale regime le persone fisiche, in possesso dei requisiti previsti dalla legge, che apriranno l'attività a partire dal primo gennaio 2012 o che l'abbiano aperta dopo il 2007.

5 In particolare non bisogna aver esercitato nei 3 anni precedenti attività d’impresa, artistica o professionale, neanche in forma associata o familiare, inoltre la nuova attività non deve costituire la prosecuzione dell'attività precedentemente svolta in qualità di dipendete o sotto forma di collaborazione autonoma.
Tale regime agevolato può essere adottato solo per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i quattro successivi e, comunque, non oltre il compimento del trentacinquesimo anno di età.
Il vantaggio principale è dato dalla riduzione dell'imposta IRPEF: che passa dal 20 al 5 per cento. Da non trascurare l'esenzione IRAP, la non applicazione dell’IVA e le agevolazioni contabili per le tenute dei registri. In caso di fatturazione non viene inoltre applicata nessuna ritenuta d'acconto, basta specificare la dicitura: Prestazione non soggetta a ritenuta d’acconto ai sensi del comma 5.2 del Provvedimento Agenzia delle entrate del 22.12.2011 n. 185820. Inoltre ai fini IVA va indicato: Operazione effettuata ai sensi dell’articolo 27 commi 1 e 2 D.L. 6 luglio 2011 n.98”

6 Entrando nello specifico, i soggetti che vogliono accedere al regime dei superminimi, nel corso dell'anno solare precedente:
- non devono aver conseguito ricavi superiori a 30.000 euro
- non devono aver effettuato cessioni all'esportazione
- non devono aver sostenuto spese per lavoratori dipendenti
- non si avvalgano di regimi speciali ai fini IVA
- devono essere residenti
- non effettuano cessioni di fabbricati, terreni edificabili, mezzi di trasporto nuovi
- non siano parte di società di persone o associazioni a responsabilità limitata
- nel triennio precedente, non devono aver investito in beni strumentali per un importo superiore a euro 15.000
Ulteriori chiarimenti e aggiornamenti li trovate sul sito dell'Agenzia delle Entrate.

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