Aiuti economici statali per gli inabili al lavoro

tramite: O2O
Difficoltà: media
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Introduzione

Lo stato italiano è attento ai diritti dei lavoratori, cercando di formulare leggi a tutela delle diverse tipologie che si possono presentare. Una legge specifica, la 335 del 1995, formulata per coloro che, precedentemente impiegati, si trovino in condizione di infermità, non dipendente da causa di sevizio, tale da renderli inabili permanentemente all'attività lavorativa. In questa lista vedremo appunto come richiedere ed accedere agli aiuti economici statali per gli inabili al lavoro.

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Dipendenti privati: chi può fare domanda

Per quanto riguarda i dipendenti privati, hanno diritto a richiedere la pensione i dipendenti o i lavoratori indipendenti, iscritti ad enti previdenziali, che siano impossibilitati permanentemente ad ogni tipologia di attività lavorativa, sia per motivi fisici, che mentali. Altri requisiti sono il versamento dei contributi per almeno 5 anni, la rinuncia all'iscrizione all'albo professionale, la rinuncia ad ogni tipo di sussidio di disoccupazione ed infine la cessazione effettiva di ogni attività lavorativa.

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Dipendenti privati: come presentare la domanda

Sempre peri dipendenti privati, per presentare la domanda è necessario munirsi di certificato medico che accerti le reali condizioni di inabilità al lavoro. Una volta ottenuto il certificato si può presentare la domanda all'INPS, attraverso il web, accedendo con le proprie credenziali al portale, telefonando al numero, gratuito da rete fissa, 8033164 o rivolgendosi fisicamente ai patronati di zona. Se la richiesta sarà accettata, la pensione sarà percepita dal primo giorno del mese successivo al giorno di presentazione della domanda. La quota sarà calcolata in base all'inizio dell'attività lavorativa, precedente o antecedente all'entrata in vigore della norma del 1995, tenendo conto degli anni di contributi maturati, prima che subentrasse l'inabilità, ed incrementata degli anni rimanenti all'età pensionabile, ossia 60 anni.

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Dipendenti pubblici: inabilità alla mansione

Per i dipendenti pubblici, invece vigono regole leggermente diverse, a seconda del grado di inabilità. Si riconoscono tre gradi di inabilità. La prima è l'inabilità alla mansione, ossia l'impossibilità sopraggiunta di svolgere la determinata mansione a cui si era assegnati. In questo caso il lavoratore non ha direttamente diritto alla pensione, ma il datore di lavoro può cercare di attribuire al lavoratore una mansione inferiore, che egli può rifiutare per accedere al sussidio pensionistico. In questo caso i requisiti sono come nel caso precedente il certificato medico e la cessazione dell'attività lavorativa, inoltre occorre un contributo minimo di 15 anni per i dipendenti statali e almeno 20 anni per i dipendenti in ambito sanitario.

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Dipendenti pubblici: inabilità a proficuo lavoro

Il secondo caso è quello dell'inabilità ad un proficuo lavoro, ossia una menomazione mentale o fisica, accertata dalla ASL, che anche se non totalmente invalidante, determini un'attività lavorativa discontinua e quindi non in grado di garantire guadagni sufficienti ad una vita dignitosa. Per questa categoria i requisiti sono la cessazione dell'attività lavorativa, la certificazione medica ed un'attività contributiva di ameno 15 anni.

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Dipendenti pubblici: inabilità a qualsiasi lavoro

Quest'ultima categoria riguarda coloro che sono impossibilitati a svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa. Per questa tipologia di pensione i requisiti corrispondo a quelli in vigore per i lavoratori privati, fatta eccezione per la rinuncia all'iscrizione agli albi professionali.

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