5 cose da sapere se ricevi un decreto ingiuntivo

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Introduzione

È meglio che nessuno nella vita riceva un decreto ingiuntivo. Per chi non lo sapesse infatti è un ordine dato da un giudice su base di un creditore. Questo consiste nell'obbligare il debitore ad adempiere all'obbligazione assunta entro 40 giorni solitamente. Dopo che il tempo passa il decreto, passa allo step successivo, diventa esecutivo. Vi domanderete che succede, scatta il pignoramento dei beni fino a raggiungere l'importo dell'obbligazione. Le sue caratteristiche sono che è molto più celere e meno oneroso di un procedimento giudiziario ordinario. Ovviamente è possibile fare opposizione a questo entro i 40 giorni, se avete ragione. Ma in questa guida vi illustrerò le 5 cose da sapere in caso ne riceviate uno.

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Prova scritta

Il decreto ingiuntivo ha lo stesso valore di un processo di condanna. Questo però risparmia tempo e soldi. Infatti al creditore, basterà essere in possesso di una prova scritta riguardante il credito (una fattura), per chiedere un provvedimento. Questo emanato dal giudice, si parla di un decreto, andrà a rivolgersi contro il debitore inadempiente. Questo risparmierà un processo lungo ed inutile.

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Il rifiuto della notifica

Questo elemento andrebbe tralasciato, ma lo scrivo per chiarezza e correttezza. Rifiutare di ricevere la notifica è impossibile, non c'è nessuna possibilità di scelta. Quando la ricevete oramai dovete saldare il vostro debito o partirà il pignoramento. Il decreto giunto dall'ufficiale giudiziario infatti si perfeziona ugualmente una volta depositato presso la casa del comunale e con l'invio della raccomandata.

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Tre possibili soluzioni

Una volta ricevuta la notifica, il debitore può procedere in tre maniere diverse. La prima è pagare quanto corrisponde l'importo con anche le spese di giudizio. La seconda è non pagare, ma in questo caso non si salverà. Anzi il decreto non sarà più discutibile, ed il creditore potrà agire tramite l'esecuzione forzata contro il debitore. Infine l'ultima ipotesi è l'opposizione, se in caso si è coscienti di aver ragione.

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La possibilità dell'opposizione

Il debitore può presentare un'opposizione. Una volta chiamata in causa, si apre un giudizio ordinario di cognizione davanti al tribunale, che ha emanato il decreto. La causa diventerà un normale giudizio, facendo partire un processo, dove le parti dovranno fornire prove. L'onere della prova, cioè deve dimostrare di dimostrare di avere il credito richiesto. Mentre il debitore dovrà difendersi dimostrando il contrario.

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Eccezioni sul decreto

Il decreto solitamente non è esecutivo, ma c'è questa possibilità, cioè obbligando il debitore a pagare immediatamente. Questa ipotesi è possibile in 4 casi. Se il credito si basa su una cambiale, su un assegno o un certificato di liquidazione di borsa. Il credito si base su un atto ricevuto da un notaio, o qualcun'altro pubblico autorizzato. Inoltre se vi è un grave pregiudizio, che il debitore non riuscirà a pagare. Infine la produzione del creditore di un documento firmato dal debitore dove ammette il suo debito.

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