5 cose da sapere prima di aprire una partita IVA

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Introduzione

Come vedremo nel corso di questa guida, la partita Iva, rilasciata dall'ufficio dell'agenzia delle entrate, è uno strumento rilevante ai fini dell'imposizione fiscale; un insieme di cifre che identifica un soggetto esercente una determinata attività. Al momento, esistono due tipologie di partita Iva: un primo modello destinato alle ditte individuali e un secondo destinato alle società. Le persone che svolgono un'attività professionale autonoma ad esempio, sono obbligate ai sensi della normativa vigente, ad aprire la suddetta partita Iva. Se siete interessati a conoscere di più sull'argomento seguite con attenzione questa guida, vi indicherò 5 cose da sapere prima di aprire una partita Iva.

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Il guadagno si ridurrà a metà

Prima di aprire la partita Iva è bene focalizzarsi sul proprio guadagno annuale; a prescindere dal reddito percepito infatti, il nostro guadagno si ridurrà a metà (a causa delle tasse a cui dovremmo far fronte). Maternità, giorni di malattie o ferie, non esisteranno.

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Il regime fiscale dei minimi non esiste più

Come risaputo, fino a dicembre 2014, i giovani che non avevamo ancora compiuto 35 anni potevano usufruire del regime fiscale dei minimi (un regime agevolato per i giovani), caratterizzato da una tassazione sul reddito del 33% (si pagava il 28% di Inps e il 5% di Irpef). A partire da Gennaio 2015, è stato costituito il nuovo regime in cui l'Irpef dal 5% aumenta al 15%; un regime che verrà applicato non in base all'età ma in base al reddito, variante da categoria a categoria (ad esempio nell'ipotesi in cui un commerciante guadagni in un anno fino a 40.000 euro, potrà ricorrere a questo regime). Altre categorie professionali, ad esempio gli infermieri, potranno adottare il regime suddetto solo se il proprio reddito annuale non è superiore a euro 15.000 l'anno.

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Saremo tassati sulla metà di ciò che guadagniamo

Abbiamo visto che l'Irpef nel corso del 2015 è aumentato del 15%. Il vero problema nell'aprire la partita Iva, deriva dai contributi che siamo obbligati a versare all'Inps, per la nostra futura pensione. Nel corso del 2015 infatti, sarà obbligatorio versare all'Inps non più il 28% come in precedenza, ma bensì il 33%, arrivando dunque ad una tassazione pari alla metà o quasi, di ciò che guadagniamo.

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Sarà necessario rivolgersi ad un commercialista

Aprendo una partita Iva, è bene essere consapevoli della necessità di rivolgersi ad un commercialista. Sebbene in molti paesi esteri la dichiarazione dei redditi viene completata online, in Italia, a causa della complessità e delle continue modifiche del sistema fiscale, conviene rivolgersi ad un esperto del settore. Alla tassazione dunque, di per se piuttosto elevata, va aggiunto l'onorario del professionista, di almeno 500 euro annuali.

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Esiste il sistema degli acconti

Il sistema degli acconti, costituisce sicuramente un'altro punto negativo della partita Iva. Sebbene un lavoratore abbia terminato di pagare le tasse, si troverà obbligato ad anticipare allo Stato una parte di tasse per il nuovo anno, anche se non ancora subentrato. Come si nota, i punti negativi derivanti dall'apertura della partita Iva sono tanti. Se non avete scelta, valutate i pro e i contro, tenendo conto delle considerazioni sopra esposte.

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